Mangiar Tipico

Epias Chardonnay Igt - Confez. 6 bottiglie 0,500 lt.

Disponibilità: Disponibile

€ 101,50
Epias Chardonnay Igt

Descrizione Prodotto

Nasce da uve Chardonnay al 95 per cento e Moscato al 5 per cento. La produzione delle uve è di 80 quintali per ettaro. La resa uva mosto è del 40 per cento e i grappoli prima della pigiatura rimangono 40 giorni in cassetta per l’appassimento. L’affinamento avviene per il 70 per cento in botti d’acciaio e per il 30 per cento in barrique, mentre quello in bottiglia è di sei mesi. Ha un colore giallo oro. Il profumo è complesso, etereo e elegante: con ricordi di fico, caffè, vaniglia, miele e albicocca. Tipico di uve da appassimento. Al palato risulta ampio, complesso, morbido ed elegante. La sua morbidezza lo rende molto piacevole, la complessità molto ricercato e l’eleganza molto intrigante. Deve essere conservato in ambienti freschi dove si mantiene per più di 5 anni. Si consiglia di servirlo ad una temperatura di 12/14 gradi e di stappare la bottiglia al momento. Gradazione 13,80% Vol.
Abbinamenti. Si sposa in modo egregio con formaggi erborinati o stagionati e dessert di pasta frolla. Ottimo vino da meditazione con pasticceria secca.
L’Azienda. Fondata da Angelo Plebani nel 1972, l’Azienda Vitivinicola Il Calepino dispone di 12 ettari circa di terreni vitati a Castelli Calepio che si estendono su terreni morenici denominati Surie. A dirigere oggi l’azienda sono i figli del fondatore: Franco e Marco Plebani, che perseguono come fine la rivalutazione del territorio e la costante cura dei loro prodotti che hanno ricevuto nell’arco degli anni numerosi ed importanti riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale. Tutto questo grazie alle nuove tecniche di coltura apportate nei vigneti e alle tecnologie d’avanguardia impostate in cantina nella continua ricerca di una maggior qualità. La scelta del nome dato all’azienda “Il Calepino” è stata fatta in ricordo di uno dei personaggi più importanti del territorio: l’illustre ed erudito Fra Ambrogio da Calepio che nel 1500 compilò il vocabolario “Calepinus”.